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Intelligenza artificiale, giornalismo e social media

Comunicazione Digitale - Photo Camilo-Jimenez-qZenO_gQ7QA-Unsplash

Cambia il giornalismo, con il cambiare dei modi e delle tecnologie della comunicazione digitale.

I video ampliano il proprio gradimento, come media per la diffusione delle notizie. Tuttavia, chi consuma video per informarsi, fa anche ricorso ad un uso massiccio del testo scritto.

Le piattaforme online come Facebook e X (ex Twitter) stanno riducendo il ruolo delle notizie. A loro volta, piattaforme visive come TikTok, Instagram e YouTube stanno diventando sempre più importanti.

Le piattaforme di messaggistica come WhatsApp e Telegram giocano, poi, un ruolo significativo in molti paesi.

Questo significa che i siti web dei giornali, e dei gruppi multimedia che producono l’informazione mainstream, cedono terreno ad altre piattaforme di condivisione delle informazioni giornalistiche.

Sono alcuni dei punti fondamentali del “Digital News Report 2024” del Reuters Institute for the Study of Journalism.

Il rapporto esplora le trasformazioni nel panorama delle notizie digitali, con una particolare attenzione agli impatti delle piattaforme tecnologiche e dell’intelligenza artificiale (IA).

Il rapporto sottolinea, poi, la necessità per i media di adattarsi ai cambiamenti tecnologici e alle nuove abitudini di consumo del pubblico.

L’adozione di strategie innovative e l’uso responsabile dell’IA saranno cruciali per riconquistare la fiducia del pubblico. E per mantenere la rilevanza nel panorama digitale in continua evoluzione.

Da rimarcare, poi, la preoccupazione del pubblico per la disinformazione e per le notizie false e senza fondamento. D’altro canto, proprio il pubblico ritiene di saper distinguere le fake news alle notizie fondate e veritiere.

Giornalismo - Photo Joel-de-Vriend-B4coIKuk55I-Unsplash

La fiducia nelle notizie

I cambiamenti strategici delle grandi aziende tecnologiche stanno aumentando le difficoltà per gli editori, che lottano per convincere il pubblico della fiducia e del valore delle loro notizie.

Quanto alle news, il 59% degli intervistati è preoccupato per la veridicità delle notizie online.

La fiducia nelle notizie è stabile al 40%, ma quattro punti inferiore rispetto all’apice della pandemia di COVID-19.

Il rapporto del Reuters Institute evidenzia come la fiducia nelle notizie vari notevolmente tra i paesi.

La Finlandia presenta i livelli più alti di fiducia (69%), mentre Grecia e Ungheria hanno i livelli più bassi (23%).

Questo divario riflette le diverse percezioni del pubblico sull’influenza politica e commerciale sui media.

Gli utenti cercano notizie che offrano prospettive diverse e storie che possano fornire una base per l’ottimismo. Ci sono lacune significative nella copertura delle notizie locali, della salute e dell’istruzione.

Le news, Facebook, i video e gli influencer

L’uso di Facebook per le notizie è in calo del 4% rispetto all’anno precedente, con una crescente dipendenza da app di messaggistica private e reti video.

Il video sta diventando una fonte sempre più importante di notizie online, specialmente tra i giovani. Due terzi del campione globale accedono a video brevi ogni settimana, mentre il consumo di video lunghi attira circa la metà degli utenti.

Piattaforme come YouTube e TikTok vedono una crescente attenzione verso commentatori di parte, influencer e giovani creatori di notizie.

Tuttavia, i marchi di notizie tradizionali e i giornalisti mantengono un ruolo prominente su piattaforme come Facebook e X.

Infine, nei paesi del Sud globale, le piattaforme di social media giocano un ruolo cruciale nella diffusione delle notizie.

Al contrario, nei paesi del Nord Europa i siti web e le app di notizie rimangono fonti principali.

Comunicazione Digitale - Photo Austin-Distel-Hg3BHX6U5jg-Unsplash

Intelligenza Artificiale e giornalismo

L’uso dell’IA nei media genera sospetti, specialmente per le notizie politiche o di guerra. Il pubblico preferisce che l’IA supporti piuttosto che sostituisca i giornalisti.

Il pubblico è generalmente sospettoso riguardo all’uso dell’IA per le notizie, preferendo che l’IA supporti piuttosto che sostituisca i giornalisti.

Tuttavia, l’IA è vista più positivamente quando utilizzata per compiti di supporto come la trascrizione e la traduzione.

Le testate giornalistiche hanno raccontato molto sullo sviluppo e sull’impatto dell’intelligenza artificiale sulla società. Tuttavia stanno anche iniziando ad adottare queste stesse tecnologie per due ragioni principali.

In primo luogo, i giornali sperano che l’automazione dei processi dietro le quinte come la trascrizione, l’editing e l’impaginazione ridurrà sostanzialmente i costi.

In secondo luogo, le tecnologie di intelligenza artificiale potrebbero aiutare a personalizzare il contenuto stesso, rendendolo più attraente per il pubblico.

Questa “personalizzazione” del contenuto – grazie all’AI – devono farlo senza ridurre la fiducia del pubblico, che molti credono diventerà una risorsa sempre più importante in un mondo in cui abbondano i media sintetici.

Le persone che tendono a fidarsi delle notizie in generale hanno anche maggiori probabilità di sentirsi a proprio agio con gli usi dell’intelligenza artificiale in cui gli esseri umani (i giornalisti) mantengono il controllo, rispetto a quelli che non lo fanno.

La fiducia sarà la questione chiave per il futuro, poiché molti lettrici e lettori ritengono che i media tradizionali abbiano molto da perdere da un uso senza contro dell’intelligenza artificiale nel giornalismo.

Il rapporto di fiducia del pubblico con l’intelligenza artificiale è anche correlato all’importanza e alla serietà dell’argomento in discussione.

La gente dice di sentirsi meno a proprio agio con le notizie generate dall’intelligenza artificiale su argomenti come la politica e la criminalità.

Si sente più a proprio agio con le notizie di sport, arte o intrattenimento, argomenti in cui gli errori tendono ad avere conseguenze meno gravi. E dove c’è potenzialmente più valore nella personalizzazione del contenuto.

Giornalismo - Podcast - Photo Cowomen-UUPpu2sYV6E-Unsplash

Consumo di podcast e informazione

I podcast rappresentano una delle aree in crescita per gli editori, attirando soprattutto un pubblico giovane e istruito. Circa il 35% degli intervistati in un campione di 20 paesi accede a un podcast mensilmente, e il 13% segue programmi di notizie e attualità.

Gli ascoltatori di podcast tendono ad essere più giovani e con un livello di istruzione superiore, rispetto alla media degli utenti di notizie digitali.

Questo segmento demografico è cruciale per gli editori, che cercano di attrarre e fidelizzare nuovi pubblici.

La maggior parte dei podcast di notizie segue un formato breve e quotidiano, che si adatta bene alle abitudini di consumo dei giovani.

Alcuni dei podcast di notizie più popolari sono prodotti da testate giornalistiche tradizionali. E sono distribuiti attraverso piattaforme di video come YouTube e TikTok, aumentando così la loro portata.

Molti podcast di notizie sono ora anche filmati e distribuiti su piattaforme video, rendendoli accessibili a un pubblico più ampio.

Questo approccio multipiattaforma aiuta gli editori a massimizzare la visibilità e l’engagement dei loro contenuti.

Nonostante la crescita della popolarità, monetizzare i podcast rimane una sfida.

Tuttavia, i podcast offrono opportunità per pubblicità mirata e abbonamenti premium, che possono contribuire a generare entrate supplementari per gli editori.

Comunicazione Digitale - Photo Marvin-Meyer-SYTO3xs06fU-Unsplash

Dieta mediatica del pubblico tra video e piattaforme

Il pubblico predilige i video, come media per informarsi, associandoli comunque spessissimo al testo scritto.

Il perché della passione per i video è presto spiegato: il video viene ritenuto più vero e autentico, meno soggetto alla manipolazione e alla disinformazione rispetto al testo scritto. E rispetto alle foto.

Il pubblico apprezza il consumo di news sulle piattaforme online per la comodità di accedere, grazie alle piattaforme, alle informazioni giornalistiche.

Le informazioni veicolate attraverso le piattaforme video e social sono considerate dal pubblico più coerenti con quelli che sono i suoi interessi.

Video e piattaforme social, infine, sono apprezzati per il loro essere disallineati rispetto ai media mainstream. E per offrire – grazie anche a giornalisti, opinionisti e influencer conosciuti – punti di vista alternativi rispetto ai giornali tradizionali.

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