Tra meme, intelligenza artificiale e videogiochi, la memetic warfare trasforma i conflitti contemporanei in una battaglia per l’attenzione online sempre più scorretta.
Cosa hanno in comune Top Gun, Lego, gli Epstein files, il videogioco Grand Theft Auto e i bombardamenti in Medio Oriente? Nel 2026 le guerre non si combattono soltanto con armi e dichiarazioni pubbliche: il campo di battaglia è – ormai da oltre un decennio – anche online, con quella che è stata definita “memetic warfare”.
Si tratta di una forma moderna di guerra dell’informazione e psicologica che consiste nella propagazione deliberata di meme sui social media per influenzare l’opinione pubblica, controllare la narrativa e destabilizzare gli avversari. Il concetto affonda le sue radici nella definizione di meme formulata nel 1976 da Richard Dawkins, etologo e biologo evoluzionista britannico, che lo descrisse nel suo libro “Il gene egoista” come un’unità di trasmissione culturale: “I mem[e] si propagano […] saltando di cervello in cervello tramite un processo che, in senso lato, si può chiamare imitazione. […] Se l’idea fa presa, si può dire che si propaga diffondendosi di cervello in cervello”. Oggi conosciamo i meme (e ne consumiamo ogni giorno) come immagini con template e format ricorrenti, video ironici, clip musicali e modi di dire che emergono e si diffondono attraverso gli schermi dei nostri dispositivi connessi ad Internet.
Oggi questa idea è stata integrata nella dottrina militare per descrivere la competizione per il controllo dello spazio psicologico e del dialogo pubblico. Non serve puntare il dito contro l’ubiquità del web o l’avvento dell’AI: l’uso di immagini o simboli “virali” per influenzare l’opinione pubblica non è un fenomeno recente. Tra i primi esempi viene infatti spesso citata la vignetta “Join, or Die” del 1754 di Benjamin Franklin, considerata uno dei primi meme politici della storia americana.

Con l’avvento del cyberspazio, tuttavia, la memetica ha acquisito una capacità di diffusione senza precedenti. Tornando al 2026, il flusso di meme creati e condivisi dagli account istituzionali della White House ci mette davanti alla forma più estrema, esasperata e sfacciata della memetic warfare: i video ufficiali diffusi sui social – in particolare sulla piattaforma X – fondono immagini reali di esplosioni e lanci di missili con riferimenti alla cultura pop e ai videogiochi.
Gamification della guerra: tra video giochi e film action
Un video della Casa Bianca utilizza animazioni di “killstreak” tratte dal videogioco Call of Duty e meme del gioco Grand Theft Auto, sovrapponendo la scritta “wasted” – tipica della morte del personaggio nel gioco – alle immagini reali dei bersagli iraniani colpiti.
Un altro video pubblicato, intitolato “Justice the American way” monta invece scene di film d’azione con eroi iper-mascolini come Maximus di Gladiator, Maverick di Top Gun e il protagonista di John Wick per esaltare la potenza militare statunitense.
A partire dal nome dell’operazione, lo stucchevole quanto sconcertante “Operation Epic Fury”, fino alla comunicazione istituzionale fatta con meme sfacciati e di cattivo gusto, l’attacco USA opera su livelli simbolici e di significato spesso devastanti come le bombe.
La risposta iraniana
Anche l’Iran ha risposto con strumenti analoghi di memetic warfare. I media statali hanno diffuso un video generato tramite intelligenza artificiale con personaggi Lego che rappresentano Donald Trump e Benjamin Netanyahu. La clip è stata paragonata a una versione inquietante di The Lego Movie: gli iconici pupazzetti in plastica gialla prendono le sembianze di leader mondiali, soldati iraniani e occidentali spaventati dall’aumento dei prezzi del petrolio.
Nel video le figure Lego di Trump e Netanyahu, affiancate dal diavolo, consultano una cartella denominata “Epstein file”. Il personaggio di Trump preme un pulsante rosso lanciando un missile contro una scuola femminile musulmana, riferimento diretto al bombardamento della scuola elementare femminile Shajareh Tayyebeh avvenuto all’inizio della guerra. In risposta, funzionari iraniani in versione Lego lanciano missili e jet contro una base militare britannica a Cipro e contro l’ambasciata statunitense in Arabia Saudita, entrambi siti realmente colpiti da droni. Alla fine del video un soldato iraniano viene mostrato accanto a uno zainetto rosa, simbolo delle bambine morte durante gli attacchi.
La strategia è speculare a quella statunitense e dimostra come entrambi gli schieramenti stiano deliberatamente sfumando il confine tra conflitto reale e intrattenimento per dominare lo spazio psicologico e il dialogo sui social.
La nuova strategia della Casa Bianca: “institutional shitposting”
Sotto la presidenza di Donald Trump, la comunicazione ufficiale della Casa Bianca ha subito una metamorfosi radicale, allontanandosi dai tradizionali comunicati stampa per trasformarsi in una “macchina da contenuti” aggressiva e reattiva.
Questa pratica è stata definita “institutional shitposting”: si tratta dell’uso sistematico del trolling e dei meme come forma di comunicazione istituzionale, divenuta col tempo sempre più audace, dissacrante e, paradossalmente, politicamente scorretta.
Questa strategia si manifesta in diversi modi:
- Rottura delle norme tradizionali: gli account ufficiali del governo utilizzano meme e contenuti generati dall’IA con un linguaggio provocatorio, simile a quello dei profili di troll online.
- Creazione di “ganci emotivi”: le immagini generate dall’IA non servono come prove logiche ma come strumenti per suscitare reazioni emotive forti – rabbia, orgoglio o umorismo – nella base elettorale.
- Neutralizzazione dei critici: i contenuti virali vengono utilizzati per rispondere in modo aggressivo ai media e agli avversari politici, cercando di “annegare” il dissenso nella viralità, o ridicolizzando il nemico per indebolirne la credibilità (in un ammasso di fallacie logiche e strumenti argomentativi scorretti quanto efficaci).
- Aggancio ai trend: lo staff della comunicazione digitale monitora costantemente la cultura dei meme per inserirsi nei trend virali e mantenere il messaggio presidenziale al centro dell’attenzione online, replicandone format, modelli e simboli.
Esempi sono le immagini generate dall’IA che raffigurano Trump come un re, un cavaliere Jedi, Superman o addirittura il Papa; contenuti satirici che deridono avversari politici; o video provocatori in cui il presidente, rappresentato come un monarca, sorvola manifestanti che gridano “No Kings”.

Fonte: Donald Trump on Truth
In questo scenario, l’integrazione tra intelligenza artificiale, cultura dei meme/cultura pop e logiche di intrattenimento sta ridefinendo la propaganda contemporanea. La battaglia per l’opinione pubblica globale non si gioca più soltanto nei discorsi ufficiali o nei comunicati diplomatici, ma soprattutto nei meme virali che scorrono nei feed dei social network. E quando si contrappongono le guerre ai videogiochi, il limite superato va ben oltre l’ideazione di una campagna comunicativa audace.
Giuliana Corsino
Altre fonti:
Memes and Politics: An Analysis of the Digital Memetic Rhetoric Employed During the 2016 Presidential Election (Haley Nystrom): https://scholar.umw.edu/student_research/228. ‘Clever and a little bit offensive’: Inside the White House’s norm-breaking social media strategy (CTV News): https://www.ctvnews.ca/world/article/clever-and-a-little-bit-offensive-inside-the-white-houses-norm-breaking-social-media-strategy/. Narratives of War: Ukrainian Memetic Warfare on Twitter (arXiv): https://doi.org/10.1145/3711037. The slopaganda era: 10 AI images posted by the White House – and what they teach us (The Guardian): https://www.theguardian.com/us-news/2026/jan/29/the-slopaganda-era-10-ai-images-posted-by-the-white-house-and-what-they-teach-us. Missiles, memes and masculinity: When the White House turns war into entertainment (The New Daily): https://www.thenewdaily.com.au/opinion/2026/03/11/missiles-memes-war-white-house. Memetic warfare explained: how memes shape propaganda, persuasion and information disorder (Nottingham Trent University): https://www.ntu.ac.uk/about-us/news/news-articles/2025/07/memes-as-digital-weapons-new-report-highlights-role-of-humour-in-the-fight-against-russian-information-disorder. Use of Memes by Violent Extremists (DNI.gov): https://www.dhs.gov/CISA White House faces backlash over meme-style videos of missile attacks on Iran (ITV News): https://www.itv.com/news/2026-03-06/who-will-irans-next-supreme-leader-be-as-trump-says-us-must-be-involved.
