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Media Education

Fruire dei media, a cominciare dai social, è come guidare un’auto da Formula Uno. Con la differenza che sui media non abbiamo mai preso una qualche patente.

I media, lo sappiamo, sono uno strumento assai potente. Possono darci informazione, intrattenimento e formazione. Farci fallire, farci soffrire oppure farci relazionare al meglio con le altre persone.

La Media Education è uno strumento per educare alla comprensione critica dei linguaggi dei media (giornali, tv, radio e social media) e all’uso consapevole della comunicazione attraverso i media.

La Media Education ci permette di fornire gli strumenti necessari alla comprensione critica dei media. E a come comunicare attraverso di loro, in modo da raggiungere i nostri obiettivi.

In ProsMedia, alla fine di ogni giornata ci poniamo la stessa domanda: quanto siamo riusciti a migliorare la comunicazione con le altre persone?

È la domande che ti puoi porre anche tu: per te stesso, per la tua organizzazione, per la tua impresa.

Come ProsMedia offriamo più occasioni di Media Education. A cominciare dalle iniziative dedicate a scuole, centri di formazione e istituzioni.

Media education per scuole e centri di formazione

Forniamo con ProsMedia l’educazione e la formazione a una fruizione critica dei media, a una comunicazione e a un giornalismo interculturali ed etici.

Lo facciamo attraverso una serie di strumenti:

  • Laboratori
  • Seminari
  • Conferenze


Ti basta contattarci, esporci il tuo problema e il tuo obiettivo. E con ProsMedia ti proponiamo una soluzione ritagliata su misura.

PROGETTI DI MEDIA EDUCATION

Qui sotto ti presentiamo solo alcuni dei progetti che abbiamo messo in campo negli anni.

MIA O DI NESSUN ALTRO. STEREOTIPI E RAPPRESENTAZIONI DEI MEDIA NEI CASI DI VIOLENZA DI GENERE

Un percorso formativo per offrire chiavi di lettura per riconoscere le relazioni buone da quelle seduttive distruttive e per capire le rappresentazioni della stampa e della pubblicità, spesso responsabili di veicolare stereotipi e pregiudizi scorretti. Riconoscere stereotipi e pregiudizi veicolati dai media sul femminile e sulla violenza di genere. Individuare i segnali della violenza e sviluppare uno sguardo critico nei confronti dei messaggi mediali.

S-OGGETTI DI MOLESTIE. NARRAZIONI DEI MEDIA, PREGIUDIZI ED EMOZIONI NEI CASI DI MOLESTIE NEI LUOGHI DI LAVORO E DI STUDIO

Una problematica spesso poco approfondita è rappresentata dalle molestie sessuali e dai ricatti in ambito lavorativo. Attraverso un percorso di senso a partire dai racconti mediatici sulle molestie sessuali e su ciò che avviene nei luoghi di lavoro e di studio, si arriverà a comprendere cosa rientra nella violenza e quanto questa sia molte volte normalizzata e banalizzata, a discapito delle vittime ma anche delle organizzazioni che ospitano i comportamenti violenti.

DONNE OGGETTO: QUANDO LA PUBBLICITÀ SVILISCE IL FEMMINILE

Riconoscere i messaggi scorretti e, più in generale, gli stereotipi sulle donne veicolati dalla pubblicità che, ripetuti, entrano a far parte della cultura e del modo di pensare. Questi pensieri diventano la base per comportamenti che contemplano anche la violenza di genere tra adulti ed adolescenti.

LEGGERE IL QUOTIDIANO. IL FUTURO È INTERCULTURALE

Educare ad un giornalismo ecosolidale, sostenibile e interculturale, partendo dalla lettura critica dei quotidiani, per arrivare a conoscere come si realizza un giornale, a riconoscere le sue parti, a trasformare le notizie in maniera meno stereotipata e pregiudiziale, a sensibilizzare i giovani cittadini fornendo strumenti per leggere la storia in modo più critico.

PAROLE CHE FERISCONO: LINGUAGGI IN RETE

La violenza può essere anche fatta di parole. I linguaggi utilizzati in rete celano il cosiddetto “disimpegno morale” che sembra in apparenza togliere ogni responsabilità a chi si “pronuncia” contro qualcosa o qualcuno. È importante riacquisire consapevolezza del potere delle parole, ancor più scritte in rete; questa amplifica i messaggi ad un numero più ampio di utenti e registra ogni informazione che rimarrà nell’identità digitale degli stessi.

IL FEMMINILE DIMENTICATO: VERSO UN LINGUAGGIO INCLUSIVO

Dai media ai libri di testo, non sembra ancora un mondo di e per donne. Un cambiamento delle parole va di pari passo ad un cambiamento dei pensieri e dei comportamenti. Tornare ad un linguaggio ed a un racconto delle donne che le veda protagoniste quanto gli uomini, andando oltre gli stereotipi e ai retaggi patriarcali ancora propri della lingua italiana.