Il lavoro domestico è un settore caratterizzato da una forte presenza femminile, ma purtroppo contraddistinto da bassi salari e alta irregolarità.
Ce lo ricorda il Rapporto DOMINA 2024, giunto alla sesta edizione e presentato al Senato all’inizio del 2025, che scatta una fotografia del mondo del lavoro domestico in Italia.
In questo articolo desidero esplorare i dati del rapporto, le problematiche e le possibili prospettive di emancipazione femminile, supportando il tutto con l’analisi di una serie tv e di un film che mettono in luce le difficoltà delle donne impegnate nel lavoro domestico.
I numeri del lavoro domestico in Italia
Secondo il Rapporto DOMINA 2024, oltre 3,3 milioni di persone sono coinvolte nel lavoro domestico in Italia, considerando sia i lavoratori regolari che quelli in nero.
L’Osservatorio DOMINA sottolinea un tasso di irregolarità del 47,2%, strettamente correlato ai bassi stipendi e alla scarsa valorizzazione di questo settore. Tra il 2020 e il 2021, grazie all’ultima sanatoria e alle misure legate alla pandemia, si è osservato un aumento della regolarizzazione, ma nel 2023 si è registrato un calo di 60.000 datori di lavoro rispetto all’anno precedente.
Tra i lavoratori domestici troviamo assistenti familiari, colf, baby-sitter, governanti e altri operatori impegnati in comunità religiose o assistenziali.
Le donne rappresentano l’88,6% del totale, con una predominanza di lavoratrici straniere (69%). Le principali nazionalità coinvolte sono Romania, Georgia, Perù ed El Salvador, mentre la componente italiana rappresenta il 31,1%.
Retribuzioni: una panoramica
Le retribuzioni nel settore rimangono basse: nel 2013 il guadagno medio settimanale era di 185 euro, con differenze significative tra colf (151 euro) e badanti (224 euro).
Solo il 17% dei lavoratori percepiva un reddito superiore ai 13.000 euro annui, mentre il 44% guadagnava meno di 6.000 euro all’anno.
Nonostante queste criticità, il settore della care economy contribuisce per il 4,4% al PIL italiano, un valore superiore a quello dell’agricoltura (2,1%) e della ristorazione (4,2%).
Il lavoro domestico nel cinema e nella televisione
I dati del rapporto trovano un riflesso nelle narrazioni di due produzioni significative: la serie americana Maid e il film francese Tra due mondi. Entrambe offrono una prospettiva sulle difficoltà che le donne affrontano nel cercare di conciliare lavoro, dignità e sussistenza.
La serie MAID (USA, 2021)
La serie Maid, tratta dal libro autobiografico di Stephanie Land, Donna delle pulizie: lavoro duro, paga bassa e la volontà di sopravvivere di una madre, segue la storia di Alex, una giovane madre che fugge da una relazione violenta e inizia a lavorare come colf per garantire un futuro migliore a sua figlia.
Ma comincia anche la salita di una donna sola, senza lavoro fisso e senza casa. La casa rifugio dove sta, dopo aver dormito alcune notti per strada, non la può accogliere più di qualche mese.
I servizi sociali sono oberati di richieste, ad Alex non resta che accettare un lavoro da colf sottopagato per ricevere i sussidi e avere diritto ad una casa, mentre il compagno assolda un legale per toglierle la figlia.
Sulla strada incontra varie persone, tra cui un vecchio amico, Nate, oggi ingegnere che le dà una mano procurandole un’auto indispensabile per andare al lavoro e una casa quando deve lasciare l’appartamento dove alloggia perché insalubre per lei e la figlia.
La narrazione mette in luce temi come lo sfruttamento lavorativo, l’inconciliabilità tra maternità e lavoro e le carenze del sistema di assistenza sociale. Tra le possibili chiavi di lettura focalizziamo:
- Sfruttamento e precarietà: Alex affronta datori di lavoro che richiedono l’acquisto di materiali per le pulizie a proprie spese e clienti che annullano appuntamenti senza preavviso, facendole perdere preziose ore di lavoro.
- Violenza e resilienza: la serie esplora forme sottili di violenza, come l’abuso psicologico e il controllo manipolativo, sottolineando la difficoltà di rompere il ciclo della dipendenza economica e affettiva.
- Solidarietà femminile: Alex trova supporto in un gruppo di accoglienza e in relazioni come quella con la ricca cliente Regina, che offre un confronto tra vite profondamente diverse.
- Servizi Sociali: emergono le contraddizioni di un sistema che chiede un lavoro per ottenere una casa popolare ma al medesimo tempo se non hai un lavoro non puoi metterti in lista d’attesa per una casa. Alex si trova a dover navigare in una burocrazia complessa per ottenere benefici che sono cruciali per la sua sopravvivenza e quella di sua figlia. La povertà non si misura solo nella mancanza materiale di denaro, ma anche nell’assenza di sostegno e opportunità, nel vivere sotto le regole di un sistema che non perdona e in una situazione che è piena di ostacoli quasi impossibili da superare.
Film TRA DUE MONDI (Francia, 2021)
Il film Tra due mondi, tratto dal libro-inchiesta di Florence Aubenas, incentrato sul tema del precariato e della moderna schiavitù lavorativa, racconta la storia di Marianne Winckler, una scrittrice che si infiltra nel mondo del lavoro precario per documentarlo.
Marianne Winckler è una nota scrittrice che decide di iniziare a lavorare a un romanzo, che tratti il lavoro precario nella società francese. Al fine di raggiungere il suo obiettivo investigativo, cerca lavoro come domestica.
All’ufficio di collocamento e sui luoghi di lavoro incontra altre domestiche, in particolare la giovane Marilou e la madre single Christéle, con cui lega facilmente.
Le tre donne accetteranno un lavoro a bordo di un traghetto che attraversa la Manica: un incarico ingrato, sporco e faticoso, affrontato da un gruppetto di lavoratori e lavoratrici che provengono da storie di emarginazione economica e sociale, ma che sanno fare squadra tra loro e darsi una mano a vicenda.
Conosce tante altre donne sopraffatte dai ritmi massacranti e dalle umiliazioni di un lavoro fatto per forza, al fine di contribuire al mantenimento familiare.
Marianne dovrà continuare a mentire alle donne di cui sta scrivendo per nascondere la propria identità, ma ormai quelle stesse persone rappresentano per lei molto più che semplici casi di studio. Almeno così sembra.
Possibili focus sul film:
- Sfruttamento e disuguaglianza: Il film evidenzia le profonde disuguaglianze tra l’élite intellettuale e il sottoproletariato, sottolineando la difficoltà di comprendere realmente la vita dei lavoratori precari senza averne condiviso le esperienze.
- Amicizia e fiducia tradita: L’amicizia che nasce tra Marianne e Christéle è uno degli aspetti romanzati dall’autore che non si trova nel testo originario. In realtà durante il suo esperimento osservativo, Florence Aubenas, consapevole del suo ruolo di giornalista seria, ha mantenuto un rispettoso distacco con le colleghe proprio per non invadere la loro intimità. Il dolore del tradimento emerge, invece, nel film quando Christéle scopre l’inganno che non perdona a Marianne.
- Servizi Sociali. Anche in questo caso lo stato assistenziale non aiuta le donne in costante equilibrio tra lavoro precario, figli e famiglia.
Le storie raccontate dalla serie Maid e dal film Tra due mondi mettono in luce le sfide quotidiane affrontate da milioni di donne: salari bassi, relazioni tossiche, burocrazia complessa e mancanza di supporto adeguato.
Alex, in Maid, trova una via di uscita attraverso lo studio e l’indipendenza economica, dimostrando che la libertà passa anche attraverso l’accesso a opportunità concrete. Marianne, in Tra due mondi, rappresenta il limite della comprensione intellettuale che non si traduce in azione concreta.
Un comportamento simile lo adotta l’amica ricca di Alex, sua clente, della serie Maid, che l’aiuta ma col distacco di chi non capisce appieno la situazione di difficoltà. Si limita ad elargire un favore.
Il sostegno pubblico
I servizi sociali incontrano donne in difficoltà tutti i giorni. A parte le malattie mentali, l’uso di stupefacenti e la presenza di abusi e violenze intrafamiliari, mi chiedo se per altre famiglie, per certe donne, si faccia abbastanza.
Nel caso del sistema Italia, i servizi sociali seguono criteri severi prima di allontanare un minore dalla famiglia di origine; l’allontanamento per motivi economici non è sufficiente se non è accompagnato da incapacità genitoriale.
Sarebbe da interrogarsi quanto questa incapacità genitoriale sia collegata alla povertà educativa degli stessi genitori, una piaga che poi si riversa sui figli. E quanto la povertà educativa sia collegata a situazioni di precarietà.
Ad esempio, quanto i servizi sociali sono in grado di aiutare donne sole nei mille equilibrismi tra lavoro e figli? Ne sono un esempio i costi degli asili nidi.
Da una mia piccola indagine nella città di Verona, la tariffa media per gli asili privati è di circa eur 700, più economici gli asili pubblici con possibilità di sgravi in base all’ISEE.
Tuttavia in questo caso la difficoltà è trovare un posto, perché le mamme lavoratrici con basso reddito sono tante e la concorrenza pure. Si consideri che nel 2022 c’erano 30 posti ogni 100 bambini inferiori ai 3 anni – fonte openpolis.it.
In questi casi, sarebbe giusto proporre un aiuto tramite l’affido o l’adozione mite? A mio avviso queste donne meritano molto di più: un lavoro dignitoso, pagato il giusto, che consenta loro di crescere i figli in tranquillità.
Se poi si unisse una rete di sostegno, avremmo ciò che io chiamo l’opportuno rispetto per una donna e un bambino.
Queste narrazioni ci invitano a riflettere sul ruolo delle istituzioni e sulla necessità di riforme per garantire a tutte le donne un lavoro dignitoso, una rete di sostegno efficace e la possibilità di costruire un futuro migliore per sé e per i propri figli.
Come evidenziato dal Rapporto DOMINA, il lavoro domestico non è solo una questione economica, ma anche sociale e culturale, da affrontare con rispetto e consapevolezza.
Roberta Cellore
- Roberta Cellore è la curatrice dei libri Cara Adozione (2016) e Cara Adozione 2 (2022) editi da ItaliaAdozioni. Puoi trovare i libri sul sito di ITALIAADOZIONI
(Foto di copertina di Frank Rietsch da Pixabay)
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